La cura della vite costituisce un’attività molto impegnativa e richiede il suo lavoro durante tutto l’anno. Con la prima luna piena di gennaio inizia la potatura. A Febbraio è necessario “mpalari” ovvero piantare i pali nel terreno e legare la vite al palo. A marzo il terreno va zappato ed a maggio la vite va “nzurfarata”, ossia va somministrato lo zolfo alla pianta che serve per disinfestare la stessa dai parassiti discendenti dalla fillossera. Successivamente, con la crescita delle viti è necessario rilegare queste ultime ai pali. Anticamente si diceva che intorno al tredici di Giugno,  Sant’Antonio “dava fuoco alla terra” ed è necessario in quel periodo “munnare”, ossia tagliare i tralci non produttivi. Nello stesso periodo bisogna “addubbulare” ovvero smuovere il terreno attorno le viti riempiendo i buchi della “squazata” (attività svolta nel mese di dicembre che consiste nel creare una conca attorno la vite in modo da facilitare l’accumulo dell’acqua piovana). Ad agosto bisogna “impupatari”, al fine di proteggere i grappoli con i tralci cresciuti formando una corona nel palo dove è attaccata la vite. Da settembre a ottobre è possibile vendemmiare concludendo il ciclo produttivo.